Ibiza y Formentera. Qualche consiglio gastronomico e non solo.

DI Chiara Maci | 6 Feb 2013



C’è chi, come me, tra le due sceglie sempre Formentera. Per il mare meraviglioso, per il relax degli aperitivi sulla spiaggia, per le cenette in angoli meravigliosi vista mare.
Ma anche per la passeggiata tra le bancarelle di Es Pujols, l’aperitivo a St. Francesc, le foto e la vista spettacolare al Pilar de online cialis sale la Mola.
Eppure, quest’anno, ho riscoperto Ibiza e priligy for sale le sue calette.
Insomma Ibiza non è solo Amnesia, Pacha, DC10 e compagnia bella. Ibiza è tanto altro.
I ristorantini nascosti da scovare, una birra e qualche pezzo di pane e pomodoro a St. Gertrud, le spiagge meno turistiche e i mercatini hippie dove comprare braccialetti e mille ricordini.


In vacanza per 6 giorni con l’amica di sempre, tra partite dell’Italia viste in “appartamenti spagnoli”, ustioni dappertutto e mare, tanto mare, ho scovato qualche posticino da consigliarvi.
Così, per non perdere l’abitudine.

E quindi, intanto evitate agosto e il suo delirio.
Giugno è un mese meraviglioso (anche se già inflazionato), ovviamente insieme a Settembre.
Qui qualche scatto dei miei giorni spagnoli e, a seguire, qualche indirizzo utile a chi, beato lui, sta per partire.



Formentera:


Es Pujols – mercatini e cialis professional no prescription bancarelle sul lungomare di Es Pujol, aperte fino a tardi. In particolare fermatevi da Taller de los Peces, che ha anche il negozio a La Mola. Lo riconoscete perché vende tutti gioielli con stelle marine. Meravigliosi.

St Francesc Xavier – obbligatorio il passaggio al Bigstore per un brunch o per una colazione. Da vedere poi la piazzetta e girare qualche negozietto meno turistico. Carino anche ChezzGerdi, il chiringuito “di moda”.

San Ferran – Il Fonda Pepe, il ritrovo hippie per eccellenza degli anni 70 e il Blue Bar, altra istituzione di Formentera.

El Pilar de la Mola – Da vedere il faro e da non perdere il mercatino hippie di mercoledi e domenica.






Spiagge – 10.7 per chi vuole meno spiaggia e più mondanità. Carino l’aperitivo, anche se ormai non più come quelli di una volta. Il ristorante è buono, ben attrezzato e poco economico (ma siete a Formentera, quindi abituatevi)

Cala Saona per chi ama il delirio di una spiaggia grande e affollata. Mare meraviglioso, ma da evitare nei mesi più turistici.



Meno turistica e generic cialis viagra mia preferita invece Calò D’es Morts, dove vi consiglio un passaggio almeno per vedere questa caletta rocciosa, tra Plaja del Migjorn e Es Ram.

Sempre bella è Illetes, ormai considerata la spiaggia bella per eccellenza. Troppa gente, bisogna dirlo. In più si paga per entrare, ma va vista. Il mare è incredibile e a nuoto si raggiunge Espalmador, l’isolotto disabitato subito accanto.



Ibiza:


Ibiza è tutta un’altra cosa. Me ne sono innamorata, nonostante non fosse la prima volta.
Nessun locale, ma tanta città. Tanti giri in macchina, un’appartamento bellissimo aSanta Eulalia (se volete info, scrivetemi), cenette in giro per l’isola e scoperta di piccole calette meno turistiche.



Ad esempio, evitate Cala Llonga, sembra di stare a Rimini. Scegliete invece Cala Xarraca, a Nord, sulla strada per Portinatx, e Cala d’en Serra subito accanto, ma dall’altra parte (scegliete in base a come tira il vento).



A sud invece andate a Plaja de Ses Salines. Attrezzata, molto bella, tanti giovani e tanti servizi (come i divani in spiaggia e il “servizio all’ombrellone”). Ristoranti e bar decisamente cari, ma ne vale la pena.

Da vedere anche Cala Comte e Agua Blanca, una delle due spiagge nudiste dell’isola (insieme a Ses Figueres).


La sera, invece, da vedere i mercatini a Eivissa, dove comprare braccialetti e ricordini locali e price generic viagra i negozietti che ormai sono prettamente turistici ma che restano aperti fino a tardi se volete godervi la zona del porto, magari per una passeggiata, senza andare in nessun locale.

Da vedere, ovviamente, tutta la parte vecchia del Castello Medioevale, dove, durante l’anno, vengono fatti diversi Festival in costume dell’epoca. L’ingresso alla prima porta medioevale segna il distacco con l’isola di cui tutti sentiamo parlare. Qualcosa di suggestivo ti colpisce. Artisti di strada si alternano a piccoli ristorantini e a negozietti caratteristici.





Da fare un passaggio da un amico italiano che ha scelto di trasferirsi li da anni ormai. Il suo ristorante si chiama Tentazione ed è proprio accanto alle mura. L’indirizzo è : Plaza de los Desamparados, s/n Dalt Vila.

 

 

Da provare anche un altro ristorante italiano davvero splendido. La zona è ancora un’altra e siamo sulla strada tra Eivissa e St.Juan, al km 12. Il nome è Le cicale.



L’ambiente è magico. Nel giardino provenzale si ritrova una pace incredibile, si gustano ottimi piatti italiani e non solo, e si può fare shopping nel piccolo negozietto di abbigliamento e gioielli della proprietaria. Devo tornarci, c’è poco da fare.



Per il resto, Paella a go go. L’avrei mangiata tutti i giorni, quindi non siate esagerati come me, ma almeno una sera è da assaggiare. Di pesce rigorosamente.

Poi, fatemi pensare … Fate un giretto a Santa Gertrudis, con le sue casette caratteristiche e un contesto ancora una volta diverso. Bevete una birra e ordinate bocadillos e tapas al Can Costa.


Sedetevi sui loro piccolissimi sgabelli e guardatevi attorno.

La pace e l’anima freak dell’isola, qui li senti.

Mi mancano St. Antonio, Sant Josep, Sant Joan. Questo vuol dire solo una cosa.
Devo tornare.





– le foto sono di Elena Ginevra, quella con lo smalto scuro, per intenderci –

Condividi questo articolo